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Appartamento Gatteo Mare

Affittasi grazioso appartamento sul lungomare di Gatteo a Mare, in posizione strategica, lo stabile si affaccia...

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Regime idrodinamico
Il regime idraulico in Adriatico, è caratterizzato dalla presenza di tutte le correnti che si trovano in genere combinate nel loro effetto: sono le correnti di gradiente, di deriva (generate dal vento), quelle legate alle maree ed alle sesse, nonché le correnti inerziali. Localmente possono comparire anche, talora imponenti correnti legate ai deflussi fluviali, presso le foci principali. Tutte queste correnti hanno importanza per la diluizione ed il mescolamento. Soprattutto localmente il loro ruolo può essere essenziale. Soltanto la circolazione legata alla corrente di Gradiente però interessa il ricambio generale dell'Adriatico.

IL MOTO MAREALE E LE CORRENTI DI MAREA IN ADRIATICO

II mare è caratterizzato da innalzamenti ed abbassamenti del suo livello nel corso delle 24 ore giornaliere. Queste oscillazioni periodiche, che costituiscono il fenomeno della marea, sono dovute alle forze di attrazione della Luna, del Sole e dei pianeti. L'effetto del Sole influisce in minima parte sulle maree a causa della sua distanza molto maggiore, il suo effetto è meno della metà di quello della Luna. Nelle condizioni di Luna nuova e di Luna piena, il Sole e la Luna sono allineati e gli effetti si sommano, (vedi Fig.10 a ); sia l'alta marea che la bassa marea sono più accentuate; si parla in tal caso di maree sigiziali. Condizioni del tutto opposte si hanno attorno al primo e al terzo quarto di Luna e le forze di attrazione gravitazionale che la Luna e il Sole esercitano sulla terra sono perpendicolari tra loro e si contrastano a vicenda, (vedi Fig.10 b) ; il risultato è che l'ampiezza giornaliera di marea è minima, si parla in tal caso di maree di quadratura. (TarbuckEJ., Lutgens F.K., Parotto M., 1987)


Fig.10: Posizioni della Luna e Sole rispetto alla Terra durante le maree sigiziali (a) e durante le maree delle quadrature (b).

regime-idrodinamicoLe maree danno origine alle correnti di marea, con cui si intende lo scorrimento orizzontale dell'acqua che accompagna la salita e la discesa della marea. Quando la marea sale, l'acqua scorre verso la costa, dando origine al flusso di marea e sommergendo la zona di costa più bassa. Quando la marea scende, lo scorrimento inverso, il riflusso di marea, scopre nuovamente la porzione di costa prima sommersa. In mare aperto la velocità di una corrente di marea è minima, mentre per la vicinanza delle coste e specialmente nei canali, estuari e negli stretti tale velocità può raggiungere valori notevoli, sino a 10-11 nodi. Le correnti di marea non sono da confondere con le correnti vere e proprie. Una delle caratteristiche fondamentali delle maree, è che l’alta marea non si verifica ovunque al momento in cui la Luna passa sul meridiano locale, ma si può manifestare con un ritardo, detto ora di porto che può essere diverso anche in zone tra loro vicine. Nei mari italiani la marea raggiunge valori trascurabili, fatta eccezione per il Mare Adriatico dove le acque oscillano attorno ad un asse nodale che attraversa il mare al parallelo di Ancona.
Questo nodo è definito Punto Anfidromico, intorno a questo si nota che i ritardi dell'alta marea si susseguono regolarmente in senso antiorario, in pratica l'oscillazione della marea compie una rotazione intorno a questo punto. La spiegazione di tale fenomeno va cercata nel fatto che i singoli bacini d'acqua in cui sono suddivisi i mari hanno ognuno un comportamento autonomo nei confronti delle forze di attrazione luni-solari che provocano la marea. Infatti lungo una linea nodale ideale che separa due settori a comportamento opposto, (es: in un settore la superficie marina si alza, mentre nel settore contiguo si abbassa), il livello della superficie è in pratica stazionario. Lo studio delle maree avviene mediante l’ impiego di mareografi a galleggiante o t pressione.

Nodo Anfidromico al largo di Ancona. L'effetto Coriolis devia l'onda che sale dallo Ionio e la fa ruotare in senso antiorario. In un estuario avverrebbe la stessa cosa (nell'emisfero settentrionale). (Mosetti, 1978)